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Il fenomeno dell’Overtourism rischia di rovinare irrimediabilmente i luoghi più belli del pianeta.

 

Quante volte abbiamo sentito dire che “la Sardegna in agosto è invivibile”. Oppure che la primavera a Praga “non riesci a fare neanche due passi”. Scegliere una vacanza spesso è determinato anche dalla fatidica domanda: quanta gente ci sarà? Con le dovute differenze e senza portare il discorso all’eccesso, ovvero ad una spiaggia troppo affollata, è questo il fenomeno dell’overtourism, un fenomeno che può trasformare anche un paradiso terrestre in un girone infernale. Ma ancora più importante è l’impatto ambientale: pensate ad esempio alle grandi navi da crociera che passano dentro alla città di Venezia, una delle mete turistiche più visitate nel mondo. 

Un recente studio della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo delinea gli impatti ambientali e sociali negativi dell’overtourism e traccia cinque indicatori di rischio: intensità del turismo (arrivi rispetto ai residenti), densità (arrivi rispetto ai chilometri quadrati), trasporto aereo (arrivi rispetto ai residenti e vicinanza agli aeroporti), quota di posti letto Airbnb e booking.com, contributo del turismo al Pil locale. L’esplosione delle piattaforme di sharing viene definita come uno degli elementi da governare meglio anche per scongiurare l’aumento dei costi delle case per i residenti. Stanno nascendo quindi molteplici associazioni, piattaforme, iniziative che sperimentano altre strade.

 

 

Le Alternative 

 

Ad esempio Fairbnb, pronta per l’operatività a fine settembre su Barcellona, Valencia, Amsterdam, Bologna e Venezia: alla base del nuovo sito di sharing l’idea che una quota pari al 2% degli affitti vada a finanziare la qualità del vivere urbano, il verde pubblico o tutte quelle cause scelte dai cittadini stessi. L’idea è che la piattaforma gestita da una cooperativa lasci poi a sua volta ad altre cooperative nelle singole città la gestione delle iniziative. Fairbnb punta tra l’altro alle aree interne fuori dai grandi flussi turistici. Un altro esempio è Community Building Solutions, società che ha ideato Ospitar, ovvero un sistema per valorizzare gli asset immobiliari inutilizzati. «Ci sono vallate del Trentino meno note e che hanno un patrimonio di seconde case che rischia di andare in malora» ha spiegato Francesco Gabbi, fondatore di CBS, che sta gestendo 39 immobili privati, in cui ha ospitato 720 turisti. Ma le realtà del genere in Italia sono già moltissime.

 

 

Barbara Donzella – Redazione ViaggiareTutelato

 

 

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